La testa tagliata ricresce con la stessa memoria

La particolarità non è tanto la ricrescita della testa, quanto il recupero della memoria.

Tagliata la testa, ricresce con la memoria precedente.

Una ricerca americana ha osservato che tagliata la testa di una particolare specie di verme, questa ricresce con la memoria precedente. Lo studio potrebbe presentare risvolti interessanti per la conoscenza e la cura delle tossicodipendenze e delle malattie degenerative. Gli studi sul piccolo verme giallo noto come “planaria” non rispondono a semplici curiosità degli ambienti accademici, ma possono aprire in futuro scenari inattesi sul comportamento (e su possibili cure) derivati da tossicodipendenze o di malattie degenerative come il morbo di Alzheimer. I ricercatori Tal Shomrat e Michael Levin della Tufts University (Usa) hanno verificato le capacità della planaria attraverso un particolare test, pubblicato dal Journal of Experimental Biology. I vermi in questione, notoriamente diffidenti verso i pericolosi spazi aperti e la luce, sono stati “educati” dallo staff a raggiungere il cibo anche laddove non si sarebbero naturalmente spinti. Successivamente è stata loro rimossa la testa e il collo, sottoponendo nuovamente i piccoli animali alla ricerca del cibo in campo aperto.

Tagliata la testa, ricresce con la memoria precedente.

Gli studiosi hanno notato che gli esemplari di planaria sottoposti a decapitazione hanno impiegato meno tempo a riabituarsi agli spazi aperti. Dopo educazione e decapitazione, infatti, hanno avuto bisogno di una sola ”lezione” per riacquistare la fiducia precedentemente inculcata in più tempo. L’esperimento dimostra dunque che i vermi hanno conservato gran parte dei precedenti insegnamenti. Perché ciò avvenga, non è ancora del tutto chiaro. Le ipotesi al momento sono due: o la planaria distribuisce la sua memoria in più parti del suo sistema nervoso, oppure il cervello precedente ha modificato il sistema nervoso, il quale dopo la decapitazione ha informato il nuovo cervello delle precedenti conoscenze.

Fonte: scienze.fanpage.it

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