Clonate le prime cellule staminali umane

staminali umane

Ricordate la pecora Dolly? Bene, per la prima volta un team di scienziati dell’Oregon ha creato delle cellule staminali embrionali umane con la stessa tecnica oltre 15 anni fa utilizzata per la celebre pecora Dolly, il primo mammifero clonato.

Non solo gli animali, come il maialino Pig 26 o i 600 topi clonati in Giappone. Anche l’uomo è vicino alla ‘clonazione’. Gli scienziati della Oregon Health&Science University e dell’Oregon National Primate Research Center (ONPRC) hanno riprogrammato con successo le cellule della pelle umana in cellule staminali embrionali capaci a loro volta di trasformarsi in qualunque altro tipo di cellula del corpo.

Lo scopo è quello di sperimentare nuove terapie basate sulle staminali, in grado ad esempio di sostituire le cellule danneggiate a causa di infortuni o malattie, tra cui il morbo di Parkinson, la sclerosi multipla, le malattie cardiache e le lesioni del midollo spinale.

La ricerca, guidato da Shoukhrat Mitalipov, scienziato senior dell’ONPRC, segue il successo precedente ottenuto nel 2007, quando le cellule della pelle di una scimmia furono trasformate in cellule staminali embrionali.

La tecnica usata da Mitalipov e colleghi è una variazione del metodo comunemente usato noto come “trasferimento nucleare di cellule somatiche” o SCNT. Esso implica il trapianto del nucleo di una cellula, contenente il DNA di un individuo, in una cellula uovo dalla quale è stato rimosso il proprio materiale genetico. La cellula uovo non fecondata si sviluppa poi e, infine, produce le cellule staminali.

Un esame approfondito delle cellule staminali derivate attraverso questa tecnica ha dimostrato la loro capacità di trasformarsi proprio come le cellule staminali embrionali normali, in diversi tipi di cellule diverse, tra cui le cellule nervose, le cellule del fegato e le cellule cardiacheha spiegato il dottor Mitalipov.Inoltre, poiché queste cellule riprogrammate possono essere generate con materiale genetico nucleare del paziente, non vi è alcuna preoccupazione del rigetto del trapianto”.

Secondo gli scienziati, però, non si tratta di un punto di arrivo ma di un punto di partenza, c’è ancora molto lavoro da fare per lo sviluppo di trattamenti con le cellule staminali sicure ed efficaci, ma, dicono, si tratta di un passo avanti importante per sviluppare le cellule che potrebbero essere utilizzate nella medicina rigenerativa.

In ogni caso, tale metodo potrebbe essere considerato sì una tecnica per la clonazione delle cellule staminali nota come clonazione terapeutica, ma non è adatto alla produzione di cloni umani, ossia alla clonazione riproduttiva.

Lo studio è stato pubblicato su Cell.

Fonte:http:www.nextme.it

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