Hubble: nuova immagine della cometa ISON

Il telescopio spaziale Hubble della NASA ha regalato agli astronomi la migliore immagine della cometa ISON mai catturata finora, una cometa che passerà molto vicino al Sole e forse rischierà di disintegrarsi. Un team di ricerca dell’Università del Maryland sta seguendo da vicino ISON, perchè viaggiando all’interno del sistema solare, offre una rara opportunità di studiare l’evoluzione di una cometa.

Crediti: NASA

Come tutte le comete, ISON è una “palla di neve sporca” – un ciuffo di gas congelati misti a polvere, formatasi lontano del sistema solare, viaggiando su un’orbita influenzata dall’attrazione gravitazionale del Sole e dei suoi pianeti. L’orbita di ISON la porterà a un perielio, cioè il massimo avvicinamento al Sole, di 700 mila miglia, il 28 novembre, come ha spiegato il ricercatore Michael S. Kelley.

Questa immagine è stata scattata il 10 aprile, quando ISON era a circa 386 milioni di miglia dal Sole – un po’ più vicino al Sole del pianeta Giove. Le comete diventano più attive nel sistema solare interno, perchè il calore del Sole fa evaporare il ghiaccio in esse contenuto in getti di gas e polveri.  ISON infatti  è già attiva, con un forte getto di particelle di polvere che viene emesso dal suo nucleo. Poiché queste particelle di polvere riflettono la luce, una parte della coda della cometa è visibile nell’immagine di Hubble.

Le misurazioni precedenti ricavate dalle immagini di Hubble suggeriscono che il nucleo di ISON non è più grande di tre o quattro miglia. Il nucleo è quindi molto piccolo considerando l’elevato livello di attività osservata nel cometa finora, secondo i ricercatori. Gli astronomi stanno utilizzando queste immagini per misurare il livello di attività di questa cometa e vincolare la dimensione del nucleo, al fine di prevedere l’attività della cometa, quando si avvicinerà pericolosamente al sole il 28 novembre prossimo

La testa della cometa misura solo circa 5.000 chilometri, o 1,2 volte la larghezza dell’ Australia. Una coda di polveri si estende oltre 57.000 chilometri, ben oltre il campo visivo di Hubble.

La prossima settimana, siccome l’Hubble potrà ancora osservare la cometa, la squadra del Maryland utilizzerà il telescopio spaziale per raccogliere informazioni sui gas di ISON.

“Vogliamo studiare il rapporto tra i tre tipi di ghiaccio dominanti, l’acqua, il monossido di carbonio congelato e il biossido di carbonio congelato, o ghiaccio secco”, ha detto il Prof. Michael A’Hearn. “Questo ci potrà dire la temperatura alla quale la cometa  si è formata, e avendo la temperatura, potremo dire in quale parte del sistema solare si è formata.”

Il team del Maryland userà sia il telescopio spaziale Hubble che gli strumenti sul veicolo spaziale Deep Impact per continuare a seguire ISON mentre viaggia verso il sole.

L’ immagine è stata scattata in luce visibile. Il colore blu è stato aggiunto per far risaltare i dettagli della struttura della cometa.

fonte:Gaianews.it

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