Maria Maddalena la moglie di GESU’? Un papiro copto del IV sec. d.C. lo confermerebbe.

©Foto di Karen L. King

E’ una notizia quantomeno sconcertante, di portata inimmaginabile laddove venisse confermata e verificata in ogni sua forma e fonte. Tutto nasce dalla scoperta effettuata dalla dottoressa Karen L. King, che detiene la cattedra Hollis alla scuola di Teologia dell’Università di Harvard, presentata al Congresso Internazionale di Studi Coptici che si sta tenendo in questi giorni a Roma.
Oggetto del contendere è un frammento di papiro scritto in copto, appartenuto ad un anonimo collezionista e analizzato da uno dei più importanti esperti di papiri biblici viventi, datato al IV secolo d.C. in cui si trova scritta per la prima volta l’espressione attribuita a Gesù “mia moglie” in riferimento a Maria Maddalena.

Il testo, un piccolo frammento grande “meno di una carta di credito”, è stato pubblicato integralmente il 18 settembre scorso dal New York Times, e per quanto il testo non abbia nella sua interezza un senso compiuto a causa delle diverse interruzioni e lacune, offre comunque frasi dal significato comprensibile e intelleggibile.

Eccolo:

Mia madre mi ha dato la vita… i discepoli chiesero a Gesù… negò. Maria è degna di questo… Gesù disse loro: mia moglie… potrà essere mia discepola. Che i malvagi si gonfino… per quanto mi riguarda, abiterò con lei per… un’immagine”.

Nell’interpretazione proposta dalla Dr.ssa King è plausibile ipotizzare che Gesù stesse spiegando ai suoi discepoli come “sua moglie”, Maria Maddalena appunto, fosse degna di essere sua discepola e che nonostante le critiche dei “malvagi” avrebbe vissuto al suo fianco.

©Evan McGlinn for The New York Times

Si ripropone la questione sollevata nel logion 55 del vangelo apocrifo di Filippo (NH II,63,30-64,5), ritrovato a Nag Hammadi, in cui è stata identificata ed interpretata la frase “(…) [Il Signore amava Maria] più di tutti i discepoli e la baciava spesso sulla [bocca]. (…)”

Frammento del Vangelo apocrifo di Filippo in cui si parla del “bacio”

Frammento del Vangelo apocrifo di Filippo riproposto in caratteri intelleggibili.

Per dovere di precisione va detto che il Vangelo di Filippo ci è pervenuto assai malamente, in quanto le pagine del codice non sono integre ma presentano diverse lacune. In questo caso l’interpretazione ritenuta “più plausibile” dagli studiosi è stata quella di identificare nel termine mancante (vd. sopra) la parola ‘bocca’ lasciando quindi lecitamente intuire che il bacio dato da Gesù alla Maddalena fosse dato nel luogo più logico per una simile azione, la bocca appunto.

Se diversi studiosi hanno ravvisato altre possibili spiegazioni nell’interpretazione di questo frammento, numerosi altri elementi documentali e storici sembrano aver confermato negli anni un rapporto del tutto particolare intercorso tra Maria Maddalena e lo stesso Gesù e proprio la scoperta effettuata dalla Dr.ssa King potrebbe donare nuova luce alla soluzione dell’enigma.

Vetrata nella chiesa di Kilmore, Scozia.

Si ripropone la questione sollevata nel logion 55 del vangelo apocrifo di Filippo (NH II,63,30-64,5), ritrovato a Nag Hammadi, in cui è stata identificata ed interpretata la frase “(…) [Il Signore amava Maria] più di tutti i discepoli e la baciava spesso sulla [bocca]. (…)”

Frammento del Vangelo apocrifo di Filippo in cui si parla del “bacio”

Frammento del Vangelo apocrifo di Filippo riproposto in caratteri intelleggibili.

Per dovere di precisione va detto che il Vangelo di Filippo ci è pervenuto assai malamente, in quanto le pagine del codice non sono integre ma presentano diverse lacune. In questo caso l’interpretazione ritenuta “più plausibile” dagli studiosi è stata quella di identificare nel termine mancante (vd. sopra) la parola ‘bocca’ lasciando quindi lecitamente intuire che il bacio dato da Gesù alla Maddalena fosse dato nel luogo più logico per una simile azione, la bocca appunto.

Se diversi studiosi hanno ravvisato altre possibili spiegazioni nell’interpretazione di questo frammento, numerosi altri elementi documentali e storici sembrano aver confermato negli anni un rapporto del tutto particolare intercorso tra Maria Maddalena e lo stesso Gesù e proprio la scoperta effettuata dalla Dr.ssa King potrebbe donare nuova luce alla soluzione dell’enigma.

Vetrata nella chiesa di Kilmore, Scozia.

Ma torniamo alla scoperta della King. Il brano scoperto, qualora le nuove analisi richieste ne confermassero definitivamente l’autenticità, potrebbe generare ripercussioni non marginali nel mondo cristiano soprattutto in riferimento alla concezione fino ad oggi vigente del celibato di Gesù (condizione richiesta agli ecclesiastici nei loro voti di fede) ma anche riguardo la possibilità che le donne possano essere ordinate sacerdotesse.

A tale riguardo, lo scorso Aprile, il Papa aveva ribadito fermamente il divieto alla “ordinazione delle donne” richiesta e sottoscritta da un movimento di prelati austriaci che e aveva raccolto grandi consensi in Belgio, Germania, Svizzera e Irlanda. Questioni che non possono essere tralasciate e ancor più ignorate tanto dal mondo laico quanto da quello religioso.

Ad oggi, però, la scoperta della King sembra ancora dover superare quel gap che la distanzia dal grande pubblico anzitutto in ragione della novità della stessa notizia ma ancor più per il superamento o meno delle nuove analisi richieste. Per quanto in via ancora preliminare la studiosa ha comunque già pubblicato, assieme a AnneMarie Luijendijk, uno studio (PDF) preliminare sul sito dell’Università di Harward.

Durante l’intervista al New York Times la King ha voluto comunque precisare che “… non è possibile considerare questo papiro come prova unica in quanto altre fonti storicamente attendibili della letteratura cristiana corrispondenti alla stessa epoca affrontano l’argomento del matrimonio di Gesù“.

L’elemento centrale della discussione non è più tanto la veridicità temporale del frammento, quasi sicuramente originario proprio del IV secolo d.C. , piuttosto sono i contenuti in esso proposti. La storiografia, secondo la Dr.ssa King, conferma anzitutto come già nel II secolo d.C. vi fosse un dibattito, se non un vero e proprio “scontro”, sulla possibilità di “una tradizione cristiana che vede Gesù sposato”.

Attualmente il papiro è stato analizzato da una ristretta cerchia di papirologi e linguisti secondo i quali il frammento è “probabilmente” autentico, ma la King ha espresso l’intenzione di farlo visionare anche da altri team di esperti.

Fonte:www.EnricoBaccarini.com

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